Oggi parleremo di una categoria di virus che è stata al centro dell’attenzione mediatica in questi ultimi mesi e anni, parleremo del peggior incubo delle mamme fino agli anni 90’, e delle malattie più sottostimate mai esistite. Parleremo di Parotite, Morbillo e Rosolia.

Parotite

Il virus della parotite è un paramixovirus e se ne conosce un unico tipo antigenico, la sua struttura è composta da un genoma a RNA ed è rivestito da un involucro lipidico, con due (glico)proteine che hanno azione nella attività infettiva del virus: la proteina emoagglutinante e la neuraminidasi (HN), e la proteina di fusione (F). l’infezione da parotite è più frequente dai 5 ai 15 anni, e sebbene l’85% degli esposti (dei familiari), venga contagiato, solo la metà svilupperà la malattia; l’infezione è trasmissibile dai 7 a 9 giorni prima dell’esordio della malattia; la trasmissione è respiratoria. La viremia (il virus nel sangue) è molto frequente, e ha come bersagli le ghiandole salivari, il sistema nervoso e i reni. Le manifestazioni cliniche sono, dopo una incubazione di 12-19 giorni, febbre e tumefazione delle ghiandole salivari parotidi. Ma quali sono le complicanze? Il 10% dei pazienti sviluppa meningite, encefalite, mielite trasversa, pancreatite, il 15% degli infettati maschi sviluppa orchite ai testicoli, mentre le infettate femmine hanno il rischio di sviluppare ooforite all’ovaio. La diagnosi si effettua isolando il virus da campioni prelevati nel distretto faringeo e nelle urine. Per la parotite non esiste una terapia specifica, ma solo un VACCINO.

Morbillo

Il virus del morbillo è classificato nella famiglia delle Paramixoviridae,  genere Morbillivirus, è un virus a RNA e presenta un envelope di rivestimento. Sulla superficie di questa struttura il virus possiede due tipi di proteine, un’emagglutinina (H) e una proteina (F) che media la fusione con la membrana della cellula e la penetrazione del virus nella stessa. Il virus si trasmette per via respiratoria ed è il virus più contagioso che esista al mondo, il suo mancato declino è dovuto all’assenza di una adeguata copertura vaccinale, la quale deve essere oltre il 95% per garantire anche a chi non si può vaccinare di non soffrire delle complicanze di questa malattia. Quando il virus penetra all’interno della cellula, la sua attività di replicazione è talmente tanto elevata da essere essa stessa uno stress per la cellula. Avvenuta la prima replicazione, il virus entra nel sangue e nel circolo linfatico, già dopo una sola settimana di malattia, e la presenza di virus nelle urine può essere trovata anche 4 giorni prima della comparsa del rash. La attività del morbillo ha un effetto di immunosoppressione temporanea per downregulation di interleuchine da parte di macrofagi e monociti. (vi lascio immaginare cosa comporta per un paziente in chemioterapia). Le manifestazioni cliniche sono le seguenti: dopo un’incubazione di 7-18 giorni, la malattia esordisce 9-11 giorni dopo l’esposizione,con tosse, coriza (raffreddore), congiuntivite e febbre. Da uno a tre giorni dopo l’esordio sulle mucose spuntano delle macchie eritematose dette macchie di Koplik, seguito dall’esantema morbilloso, il quale persiste per 3-5 giorni, nei paesi in via di sviluppo il tasso di morte è del 15-25%. Le complicanze sono molteplici, la più comune è la superinfezione batterica, che comprende otite media acuta, sinusite, polmonite e sepsi. L’Encefalite occorre in un caso su 1000,e il danno neurologico permanente è stimato al 25%. La panencefalite subacuta sclerosante è una conseguenza del Morbillo  che occorre dai 2 ai 10 anni dopo l’infezione morbillosa. La diagnosi morbillosa si effettua sulle caratteristiche cliniche con dimostrazione dal laboratorio, non esiste una cura, MA UN VACCINO.

 

Rosolia.

Il virus della rosolia fa’ parte della famiglia dei Togoviridae, del genere dei Rubivirus. È un virus a RNA, rivestito da due proteine di attracco, l’uomo è l’unico serbatoio per questo virus. L’infezione è spesso lieve e asintomatica, ma quando si manifesta dà malessere, artralgia e febbre. Il suo principale effetto è la usa probabilità di dare malformazioni al feto se la madre viene infettata nei primi tre mesi di gravidanza. Nell’infezione acquisita il virus passa dal sistema respiratorio al sangue distribuendosi nel tessuto linfoide e nei vari organi. Manifestazioni cliniche: la rosolia presenta un’incubazione di 14-21 giorni, ad un giorno dall’esordio si manifesta un’esantema che persiste per 2-3 giorni. Non esiste una terapia, ma un vaccino.

FONTE: SHERRIS MICROBIOLOGIA MEDICA, 5° EDIZIONE, PAGINE 195-210.

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