Una delle malattie veneree più raccontate e nello stesso tempo nascoste nei vari tempi storici è la Sifilide. Non si sa quale sia stato il focolaio di partenza, ma già nel 16° secolo si diffuse rapidamente in tutta Europa tanto che molti ricercatori ritengono che sia originaria del Nuovo Mondo e con il ritorno di Cristoforo Colombo si sia diffuso nell’intera Europa. Con il passare dei secoli la radicalizzazione di questa malattia diventò consuetudine tanto da essersi sparsa nel mondo.  Tantissime morti storiche furono causate dalla sifilide da Lev Tolstoj,al compositore Robert Schumann fino al dongiovanni di eccellenza Casanova. Per quanto potrebbe sembrarci una malattia così lontana in realtà la sifilide è ancora presente e negli ultimi anni è anche aumentata. Nel mondo, secondo l’OMS, vi sono 12 milioni di casi con incidenza in Africa, Asia e America Latina. Anche in Europa vi è stato un aumento considerevole della sifilide e i dati che L’ECDC ha fornito ci ha permesso di scoprire che all’anno vi sono all’incirca 24541 casi. I soggetti più a rischio sono i ragazzi con la fascia di età dai 25 anni a salire, mentre un 13%  è tra i 15 e i 24 anni. Inoltre si è potuto evincere che nella popolazione presa in esame la maggior incidenza della malattia è riportata agli uomini.

Non è scontato constatare che i dati riportati sull’aumento della sifilide nei paesi industrializzati sono allarmanti, dovuto ad una mal informazione su come essa si possa trasmettere e come si possa evolvere. La sifilide è una malattia sessualmente trasmissibile e colpisce principalmente gli organi genitali, prima di addentrarci dobbiamo capire come questa malattia sia costituita.

La sifilide è una malattia provocata dal Treponema Pallidum, uno spirocete (batterio a forma di spirale) che pur avendo una crescita molto lenta, di circa 30 ore, risulta mobile favorendosi l’attacco alla fibronectina  che è glicoproteina dimerica, prodotta dalle cellule e con funzionalità di processi dinamici legati alla migrazione cellulare nello sviluppo embrionale. Questo meccanismo provocherà la manifestazione della malattia, la quale verrà anche divisa in vari stadi.

La sifilide primaria è il primo stadio e comporta alla formazione di un’ulcera solitamente ubicata nelle sedi genitali e quando sarà completamente sviluppata con base solida e margini rialzati si parlerà di sifiloma. Dopo una settimana i linfonodi prossimi al sifiloma si ingrosseranno e rimarranno tali per un paio di settimane.  La sifilide secondaria di presenta dopo 2 a 8 settimane dalla comparsa del sifiloma , in questo stadio compare un’eruzione maculopapulare principalmente sulle regioni del tronco, arti, palmo delle mani ed alcune volte anche sul viso. L’eruzione può essere infettiva o non infettiva e a volte è accompagnata da altre sintomatologie quali febbre,ingrossamento linfonodale ed erosioni verrucosi indolenti chiamate condilomi lati. Anche in questo caso le lesioni guariscono spontaneamente nel giro di qualche settimana. Dopo questa fase si passa in un periodo di latenza che può protrarsi nel tempo o interrompersi per qualche ricorrente manifestazione non grave di sifilide secondaria. E’ stato riscontrato che purtroppo per un terzo dei contagiati dopo circa 15-20 anni dall’infezione primaria si presentino due patologie gravi: la neurosifilide , la sifilide cardiovascolare e sifilide gommosa.

La neurosifilide è causata da meningovasculite e degenerazione del parenchima generalizzato in tutto il sistema nervoso. La manifestazione più comune è una meningite cronica con altre degenerazioni a livello corticale che causa alterazioni mentali da diminuzione della memoria, allucinazioni e altre psicosi. Possono formarsi delle demializzazioni che producono la sindrome del tabe dorsale che comporta perdita della sensibilità e andatura anomala. Nella manifestazione più avanzata si presenta la paresis.La sifilide cardiovascolare porta alla formazione di aneurismi dell’aorta. La sifilide gommosa è caratterizzata dalla reazione di granulomi gommosi e può formarsi su pelle, fegato, ossa giunture e altri organi.

Gli esami che vengono fatti per diagnosticare la malattia sono sierologici e possono essere i test non treponemici che rilevano la presenza di anticorpi verso lipidi e test treponemiciche rilevano  gli antigeni di treponema. Solitamente i pazienti vengono trattati con la penicillina, in quanto il treponema pallidum è sensibile al farmaco. Sfortunatamente non esiste un vaccino per la sifilide in quanto non si comprendono ancora i meccanismi della patogenesi e immunologici. L’unica maniera per salvaguardarci da questa malattia è di fare sesso sicuro e soprattutto acquistando prodotti certificati secondo legge.

 

The Scientist’s Diary è da sempre a favore della cultura medica-scientifica.

Ecco le nostre Fonti per questo articolo:

Sherris Microbiologia medica, Favalli Landolfo Oliva (…), ed. italiana, EMSI, 2013

http://ecdc.europa.eu/

OMS

 

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