I più comuni allergeni sono: arachidi (probabilmente la più comune, la cui pevalenza è raddoppiata negli ultimi dieci anni nei paesi occidentali), uova, latte e pesce.

In passato, l’approccio prevalente delle autorità sanitarie era quello di consigliare ai genitori di evitare l’esposizione dei bambini a questi alimenti nelle prime fasi della vita e per lo stesso motivo la maggor parte delle scuole americane sosteneva la cosí detta “No sharing policy for food” (ossia una normativa che cercava di minimizzare l’esposizione accidentale di alimenti allergeni tra bambini). Infatti, era consolidata la convinzione che un’esposizione prematura a suddetti alimenti potesse provocare una “sensibilizzazione” che avrebbe condotto ad allergia.

Un interessante articolo pubblicato recentemente sul New England Journal of Medicine (“Preventing food allergy in Infancy – early consumption or Avoidance?” Gary W.K. Wong, M.D.; N Engl J Med 2016 – di cui il link a fondo pagina) sottolinea come recenti studi abbiano fatto vacillare questa credenza.
Infatti:

  • Nello studio “Randomized trial of peanut consumption in infants at risk for peanut allergy“, (George Du Toit ey Al.; N Engl J Med 2015) pubblicato sul NEJM il 26 Febbraio 2015, é stato dimostrato che, al contrario di come si pensasse, l’assunzione precoce di arachidi da parte di bambini ad alto rischio (tra i 4 mesi e gli 11) faceva diminuie significativamente il rischio di sviluppare allergia alle arachidi. In particolare, bambini ad alto rischio sono stati sottoposti ad un prick-test cutaneo per stabilirne la precoce sensibilità alle arachidi, sono così stati individuati due gruppi: il primo che aveva reagito positivamente al prick-test cutaneo (dimostrando sensibilità) e il secondo che sveva reagito negativamente. Tra questi, ad alcuni sono state somministrate delle arachidi durante la crescita, ad altri no. All’età di 60 mesi il risultato fu questo: nel primo gruppo, chi aveva evitato le arachidi aveva sviluppato una prevalenza di allergia alle arachidi del 35,3%, chi le aveva assunte, invece, del 10,6%; nel secondo gruppo, invece, chi le aveva evitate aveva una prevalenza del13,7%, chi le aveva assunte del 1,9%. In entrambi i casi è evidente che l’assunzione dell’alimento in età infantile ha ridotto drasticamente il rischo di sviluppare allergia.
    In particolare il consumo di arachidi era correlato a un aumento di anticorpi IgG4 specifiche per le arachidi, il non consumo, invece, a un consistente aumento di IgE specifiche, anticorpi strettamente correlati alle reazioni allergiche e a una diminuzione delle IgG4 protettive.
  • Un secondo studio “Randomized Trial of Introduction of Allergenic Foods in Breast-Fed Infants” (EAT study team, Perkin et al.) datato Maggio 2016 citato nell’articolo “Preventing food allergy in Infancy – early consumption or Avoidance?” ha cercato di stabilire quanto questa nuova prospettiva sia vera anche per gli altri alimenti allergeni quali ad esempio latte, uova e pesce. L’ipotesi dei ricercatori era che l’introduzione precoce di 6 alimenti allergeni in bambini dai 3 mesi in su avrebbe portato alla prevenzione dell’allergia per almeno uno di questi alimenti. Nonostante ci siano state evidenze di una diminuita incidenza di allergie correlata ad un’assunzione precoce di alimenti allergeni, la diffeernza non era statisticamente dignificativa da stabilirne un’effetiva efficacia. Tuttavia lo studio ha dimostrato che la somministrazione in età precoce di questi alimenti è da ritenere sicura.
  •  L’argomento rimane molto attuale e dibattuto, tanto da essere stato anche oggetto di una delle conferenze dell’ESOF(EuroScienceOpenForum) tenutosi a Manchester tra il 24 e il 27 di Luglio scorso: “To feed or not to feed? Early life nutrition and food allergy prevention

In conclusione: qual è il metodo migliore per prevenire le allergie alimentari nei propri figli? Eliminare gli alimenti rischiosi dalla loro dieta o, al contrario, somministarli per rafforzarne il sistema immunitario?

La scelta migliore é sempre quella di rivolgersi a un esperto.

 

The Scientist’s Diary è da sempre a favore della cultura medica-scientifica.

Ecco le nostre Fonti per questo articolo:

– http://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMe1601412#t=article
– http://www.nejm.org/doi/10.1056/NEJMoa1414850
– http://www.nejm.org/doi/10.1056/NEJMoa1514210

 

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